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Ministero della solidarietà sociale

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Nel marzo 2000 Il Consiglio europeo lancia la cosiddetta “Strategia di Lisbona” , poi rivisitata e rafforzata nel marzo 2005 , per fare dell’Europa, entro il 2010, la società più competitiva al mondo, con più posti di lavoro e di migliore qualità, e una maggior coesione sociale, grazie allo sviluppo di politiche complementari in grado di rispondere alle sollecitazioni della concorrenza e della globalizzazione  promuovendo  progresso sociale, occupazione e sostenibilità ambientale.
In tale occasione gli Stati membri e la Commissione si sono impegnati ad imprimere una svolta decisiva alla lotta contro la povertà  e l’esclusione sociale,  di coordinare le loro politiche nazionali sulla base del metodo aperto di coordinamento (MAC) che associa obiettivi comuni, piani di azione nazionali e indicatori comuni, e di mettere così in campo strategie e politiche di inclusione sociale più ambiziose ed efficaci.                                           
I Piani di Azione Nazionale (NAP) contro la povertà e l'esclusione sociale sono lo strumento fondamentale per definire le strategie e le azioni a livello nazionale, per mettere a punto nuove modalità di coordinamento dei vari livelli di responsabilità istituzionale e per promuovere la partecipazione attiva delle formazioni sociali alla definizione e attuazione delle politiche di inclusione sociale.
Piani d’Azione Nazionali sono stati presentati alla Commissione europea nel 2001 e 2003 ed hanno rappresentato uno strumento cruciale nell'orientamento programmatico delle politiche pubbliche a livello nazionale, per l'individuazione di obiettivi, della pianificazione ed implementazione degli interventi - anche di carattere normativo e finanziario – al fine di favorire adeguati percorsi di inclusione.  
Sulla base dei Piani nazionali la Commissione europea presenta una “Relazione Congiunta”  che fornisce informazioni sulle tendenze complessive nell’Unione europea nell’ambito della povertà ed esclusione sociale e delinea il quadro complessivo delle priorità individuate dagli Stati, ma anche delle criticità sulle quali occorre rafforzare le azioni.   
Nel quadro della revisione della Strategia di Lisbona si è deciso di migliorare e semplificare il processo di coordinamento delle politiche di protezione sociale degli Stati membri , pensioni, inclusione sociale e lotta contro la povertà, assistenza sanitaria con particolare riferimento alle cure a lungo termine per gli anziani,  in modo tale da assicurare, a partire dal 2006, una maggiore integrazione sia del coordinamento nei settori indicati della protezione sociale, sia della coerenza e dell’integrazione con i settori macro, microeconomici e dell’occupazione.
Con la Comunicazione della Commissione europea “Lavorare insieme, lavorare meglio: un nuovo quadro per il coordinamento aperto delle politiche di protezione sociale e di integrazione nell’Unione europea”, adottata nel dicembre 2005,  è stato rilanciato complessivamente il processo di definizione delle strategie di protezione ed inclusione sociale, attraverso il "Metodo di coordinamento aperto", definendo una nuova lista di Obiettivi Comuni per tutti gli ambiti interessati,  a cui affiancare i relativi indicatori.               
Dal 2006 gli Stati Membri sono chiamati a presentare il Rapporto Nazionale, definendo in maniera integrata le strategie che si intendono perseguire sul piano nazionale in materia di protezione sociale, inclusione sociale e cure sanitarie.              
Per ogni ambito di intervento sono stati inoltre individuati a livello comunitario obiettivi specifici. In particolare per quanto attiene all’inclusione sociale tre sono le priorità :  
  1. imprimere una svolta decisiva alla lotta contro la povertà e l’esclusione sociale, promuovendo la partecipazione al mercato del lavoro e lottando contro la povertà e l’esclusione fra le persone e i gruppi più emarginati;
  2. garantire accesso alle risorse, ai diritti e servizi;
  3. garantire una partecipazione attiva di tutti i livelli di governo e degli stakeholders.

L’Italia ha presentato nell’autunno 2006 il Rapporto Nazionale.

  
Sito della commissione europea:   http://ec.europa.eu/employment_social/social_inclusion/index_en.htm