LE SECONDE GENERAZIONI DI STRANIERI IN ITALIA
Con l’espressione
seconde generazioni di stranieri residenti sul territorio italiano si intendono i figli di stranieri nati in Italia o giunti nel nostro paese nei primi anni di vita.
Si tratta di una nuova tipologia di soggetti che, a differenza delle prime generazioni di migranti, matura aspettative sia da parte della famiglia che dalla società nella quale vivono, modi di vita, competenze e valori simili a quelli della popolazione autoctona, presentando tuttavia specificità e problematiche.
L’attenzione istituzionale verso le seconde generazioni è dovuta dalla consapevolezza che le politiche nazionali dell’immigrazione debbano confrontarsi con le nuove tipologie di soggetti, in particolare sotto il profilo relativo alla loro integrazione in una società multiculturale rispetto alla quale emerge l’esigenza di attuare misure differenziate.
L’evoluzione del percorso di integrazione sociale, economica e culturale è volto sempre più verso la ricerca della stabilità che si esprime attraverso una crescente certezza occupazionale ed un aumento dei ricongiungimenti familiari.
Il più importante indicatore della tendenza alla stabilizzazione dei cittadini stranieri in Italia è sicuramente l’aumento della presenza dei minori di origine straniera, che all'inizio del 2006 risultano essere 585.496, pari al 21,9% della popolazione straniera nel suo complesso.
A questo dato va aggiunto quello della presenza di alunni stranieri nelle scuole, come risulta dall’indagine MIUR, relativa all’anno scolastico 2005 – 2006, che segnala circa 430.000 studenti di nazionalità straniera.
Occorre inoltre considerare che il tasso di natalità degli immigrati rappresenta circa il doppio del dato medio della popolazione italiana: i nuovi nati stranieri sul territorio italiano nel 2005 sono circa 51.971, pari al 9.4% del totale dei nati in Italia.
Tra le criticità emerse dalla ricerca
“Seconde generazioni e località” , commissionata da questa Amministrazione, se ne possono in sintesi rappresentare le principali:
- disagi nei processi di costruzione identitaria;
- fallimenti scolastici;
- marginalità, anche occupazionale;
- difficoltà di accesso, in condizioni di uguaglianza rispetto ai cittadini autoctoni, alle opportunità di mobilità socioeconomica;
- il carico derivante dal dovere di contribuire con il proprio lavoro all’attività economica della famiglia;
- atteggiamenti di discriminazione su base etnica da parte della popolazione autoctona e tra gruppi diversi di origine immigrata;
- assenza di spazi personali, determinati da peggiori condizioni abitative, in cui trovare rifugio e autonomia.
A fronte di tali criticità emergono tuttavia anche elementi positivi e linee di tendenza unificanti nelle esperienze dei giovani di seconda generazione, che devono essere prese in considerazione.
I soggetti di seconda generazione mostrano una condizione di maggiore radicamento nella società italiana al confronto con altre tipologie di stranieri immigrati; guardano al futuro con un bagaglio di aspirazioni analoghe a quelle dei loro coetanei autoctoni, anche se spesso si indirizzano più pragmaticamente verso il conseguimento ravvicinato nel tempo di condizioni di sicurezza economica.
I giovani di seconda generazione inoltre non sembrano disposti ad accettare il profilo di inserimento socio-economico dei propri genitori e si orientano verso professioni più qualificate, che godono di maggiore riconoscimento sociale.
In considerazione della rilevanza del fenomeno, la Direzione Generale dell’immigrazione, nel corso dell’anno 2006, ha destinato complessivamente € 2.676.590,00 alle aree metropolitane, dove si riscontra un più alto tasso di presenza di giovani stranieri di seconda generazione, per la promozione e la realizzazione di interventi rivolti alle seconde generazioni di immigrati.
Tali risorse sono state devolute, a seguito della presentazione dei progetti da parte dei comuni che hanno risposto all’iniziativa promossa dal Ministero, mediante la sottoscrizione di accordi di programma con gli enti locali:
ente | finanziamento statale |
comune di roma | € 400.000,00 |
comune di torino | € 399.420,00 |
comune di venezia | € 400.000,00 |
comune di bologna | € 360.000,00 |
comune di messina | € 314.670,00 |
comune di genova | € 38.000,00 |
comune di milano | € 400.000,00 |
comune di palermo | € 364.500,00 |
le attività progettuali sono essenzialmente mirate alla sperimentazione di luoghi e di strategie per il coinvolgimento dei giovani di seconda generazione in attività culturali e sociali, tra le quali:
- azioni tese a favorire l’incontro e lo scambio tra giovani stranieri e italiani;
- azioni che sostengano la ricerca e la produzione culturale dei giovani stranieri e italiani (anche nell’ambito della ricerca artistica in ambito musicale, narrativo, teatrale, cinematografico ecc.);
- azioni che prevedano l’incontro ed il dialogo tra immigrati di prima e seconda generazione e la società italiana.
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