13 maggio 2008
Infanzia
Il rischio obesità attraversa tutta l’Europa. Secondo i risultati del progetto Helena ('Healthy lifestyle in Europe by nutrition in adolescence') finanziato dall'UE, che ha esaminato le abitudini di vita di ragazzi tra i 13 e i 17 anni in 10 paesi europei, oltre un quinto degli adolescenti è in sovrappeso od obeso mentre il numero di bambini affetti da eccesso di peso od obesità nell'Ue cresce al ritmo di 400.000 circa all'anno
ROMA - Una infanzia e una adolescenza sempre più pesanti per i bambini e i teen ager europei a causa del sovrappeso e dell'obesità . Tralasciando l"obesità derivata da malattie all’apparato endocrino o dalla genetica, nella maggior parte dei casi i bambini e gli adolescenti iniziano ad accumulare grasso per colpa di un’alimentazione sbagliata e dello scarso movimento.
Passano il tempo libero davanti alla televisione o al computer, non fanno sport e giocano poco all’aria aperta. I governi europei corrono ai ripari, cercando di fare prevenzione, ma il consumo di cibi grassi non sembra diminuire, anzi.Secondo i risultati del progetto Helena ('Healthy lifestyle in Europe by nutrition in adolescence') finanziato dall'UE, che ha esaminato le abitudini di vita di ragazzi tra i 13 e i 17 anni in 10 paesi europei, è emerso che oltre un quinto degli adolescenti è in sovrappeso od obeso mentre il numero di bambini affetti da eccesso di peso od obesità nell'Ue cresce al ritmo di 400.000 circa all'anno e se, divenuti adulti, non cambiano le loro abitudini, si espongono a svariati problemi di salute come cardiopatie, diabete e malattie dell'apparato respiratorio.
Una delle scoperte più sorprendenti del progetto è che solo il 13% degli adolescenti consuma quotidianamente almeno 200 grammi di verdura, mentre per la metà, dei ragazzi sotto indagine, oltre il 35% dell'apporto energetico totale è composto da grassi. Scarsa anche l’attività fisica, solo il 58% dei ragazzi e uno scarso 31% delle ragazze compie un’ora di attività fisica al giorno. Cambiare il messaggio è prioritario infatti uno dei pericoli più insidiosi è rappresentato dal bombardamento pubblicitario mirato all’acquisto di cibo spazzatura. A mettere in luce questo aspetto insidioso è la ricerca " In bocca al lupo” del 2007 promosso dalla Coop e condotta dall’Università Roma Tre in collaborazione con l’Osservatorio di Pavia.
Se nel resto d'Europa le pubblicita informano, in Italia persuadono e lo fanno portando in scena situazioni di svago e spensieratezza. La ricerca ha monitorato, tre ore al giorno per due settimane, tutte le reti Rai e Mediaset dalle 16 alla 19, nella fascia che si definisce protetta, analizzando 5563 spot di cui 1256 in Italia. Dallo studio la situazione italiana appare la peggiore, la Svezia ad esempio manda in onda solo un decimo degli spot trasmessi in Italia. Se poi entriamo nei contenuti dei messaggi trasmessi, ci accorgiamo che in Italia gli spot che pubblicizzano alimenti ricchi di zuccheri, grassi e sali sono il 36% della pubblicità, e in nessuno si avverte di consumare questi prodotti con moderazione.
Questo nonostante l ’Italia sia tra i pochi stati che possiedono contemporaneamente regolamenti in materia di pubblicità e organismi per la tutela dei minori.In alcuni Stati, i sistemi televisivi pubblici prevedono regolamenti per la trasmissione di pubblicità e programmi per la tutela del minore fino ad arrivare ai casi di Svezia, Norvegia e Gran Bretagna, dove le reti pubbliche non vendono inserzioni pubblicitarie, quindi nessun programma pomeridiano viene interrotto, e i bambini non subiscono alcuna induzione all’acquisto.
In Spagna, Gran Bretagna, Polonia e Portogallo si fa largo l’idea di usare la pubblicità stessa per insegnare a mangiare bene. Mentre la Francia insegna con un decreto del febbraio 2007 che così recita: “I messaggi pubblicitari a favore delle bevande con aggiunta di zuccheri, sale o edulcoranti di sintesi o di prodotti alimentari lavorati, devono contenere un’informazione a carattere sanitario”.
Il Notiziario sociale è un servizio realizzato dal Ministero in collaborazione con il Redattore sociale (www.redattoresociale.it)
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