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13 maggio 2008
Immigrazione

Gli imprenditori stranieri amano la Toscana.
Tra le peculiarità toscane c’è il forte sviluppo di imprenditoria etnica: gli imprenditori immigrati sono oltre 40 mila e rappresentano il 7% del totale, con un incremento del 76% rispetto al 2000. Quasi i due terzi di loro operano nel commercio, nelle costruzioni e nel manifatturiero, e nel settore edile rappresentano addirittura il 13% degli imprenditori totali.

FIRENZE - La popolazione immigrata in Toscana cresce, e con le sue 230 mila presenze si attesta al 6.4% della popolazione totale, superando la media nazionale (6.2%) e quella europea del 5.4 per cento e facendo della Toscna la sesta regione su scala nazionale per numero di presenze immigrate. È uno dei risultati del rapporto Irpet 2008 sull'immigrazione in Toscana presentato questa mattina nella sede del Consiglio Regionale.
La ricerca ha fotografato anche la provenienza degli immigrati: i flussi migratori dai paesi dell"Est vanno sempre più rafforzandosi, e rappresentano il 54 per cento del totale, con un totale di 127mila presenze. L’Albania si conferma ancora il primo paese quanto a numerosità dei gruppi immigrati, seguita da Romania (oltre 27 mila presenze), Cina (oltre 24 mila) e Marocco (quasi 20 mila). Le proiezioni dell’Irpet prevedono, che nel 2025 gli stranieri in Toscana saranno 632 mila, pari al 16% dei toscani, dei quali un quinto di seconda generazione.Dal punto di vista occupazionale, il rapporto Irpet evidenzia come il 30% delle assunzioni totali in Toscana riguardi lavoratori immigrati. Il tasso di occupazione degli immigrati risulta superiore rispetto a quello dei toscani (65.7 contro 64.7%), ma il rapporto Irpet mostra anche che i lavoratori stranieri sono sovraesposti al rischio di disoccupazione: 11 % contro il 4% dei toscani.
Tra le peculiarità toscane c’è il forte sviluppo di imprenditoria etnica: gli imprenditori immigrati sono oltre 40 mila e rappresentano il 7% del totale, con un incremento del 76% rispetto al 2000. Quasi i due terzi di loro operano nel commercio, nelle costruzioni e nel manifatturiero, e nel settore edile rappresentano addirittura il 13% degli imprenditori totali. Ma resta ancora forte quella che il rapporto definisce "segregazione occupazionale”: i lavoratori stranieri sono sovrarappresentati nei lavori manuali, scarsamente qualificati e con poche opportunità di fare carriera: circa un quarto di loro (contro il 6% dei toscani) infatti risulta inserito in professioni non qualificate.
Nel gruppo degli artigiani-operai specializzati- conduttori di impianti trova spazio quasi la metà degli stranieri occupati, quasi il doppio della percentuale di italiani. I lavoratori stranieri sono anche più esposti ai rischi infortunistici: nel 2006 gli infortuni di stranieri sono stati 8.423, arrivando a rappresentare il 12% di quelli totali denunciati, con una crescita di cinque punti percentuali rispetto alla stessa rilevazione del 2001. 
“Se è necessario affrontare con rigore il tema della sicurezza colpendo coloro che con il loro comportamento danneggiano l’immagine dei cittadini immigrati- ha commentato l’assessore regionale all’istruzione formazione e lavoro Gianfranco Simoncini-  alla luce di questi dati è ancor più importante affrontare quei ritardi che ostacolano una pienezza di diritti per tutti i cittadini toscani”.



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